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Un autentica meteora.
ecco una sua intervista tratta da bresciaoggi
Storia d’altri tempi. Storia di un ragazzo che vive in Canada e sogna l’Italia. Poi un giorno... «La mia famiglia vive in Canada ormai da due generazioni - racconta Sandro Grande, neo acquisto del Brescia -. I miei nonni lasciarono Campobasso mettendo dentro la valigia poche cose e tante speranze. E’ stata dura, come per tutta la gente del Sud che cerca lontano dalla propria casa e dai propri affetti una vita migliore, però ce l’hanno fatta. Il mio sogno invece dura da quando avevo sette anni. Forse si sta realizzando». Forse?
«Non vorrei svegliarmi e scoprire che è stato solo un sogno. Il 5 di giugno ero un dilettante, fra qualche giorno partirò in ritiro per cercare di conquistare un posto in Coppa Uefa. Una favola».
Una favola che si può raccontare?
«A sette anni aveva un solo grande amore: il pallone. Ma giocare a calcio a Montreal, e in genere in tutto il Nord America, non è facile. Non è tanto un problema di strutture, ma di cultura. Il calcio è uno sport minore. Si gioca per passione e farsi notare da qualcuno che conta, è quasi impossibile».
Ma a lei è capitato...
«Le cose non sono andate in questo modo. Fin da quando avevo sette anni, giocavo con ragazzi più grandi. Molti dicevano che ci sapevo fare, mio padre mi ripeteva quasi tutti i giorni che se volevo davvero provare a fare il calciatore, avrei dovuto tornare in Italia».
Gli diede retta?
«A 19 anni salii su un aereo e tornai in Italia. Per fortuna ho ancora qualche parente a Campobasso, altrimenti non so proprio come avrei potuto arrangiarmi. Riuscii comunque a fare un provino per il Pescara. Le solite frasi di circostanza, ma non venni preso. Mi andò meglio con l’Isernia e da lì passai al Potenza».
Difficile per un ragazzo del Sud fare fortuna nella sua terra...
«Difficile fare calcio al Sud. La storia del campionato di quest’anno lo dimostra. Però ho provato anche l’avventura al Nord. L’occasione mi si presentò tre anni fa quando venni chiamato dal Lumezzane. Durò poco. Dopo un mese mezzo mi fecero sapere che non servivo. Gustinetti mi disse che nel Lumezzane c’erano già sei centrocampisti e un settimo proprio non serviva».
Pensò di tornare in Canada?
«Quando Gustinetti mi comunicò che non servivo, si era ormai alla fine di gennaio. Impossibile trovare squadra in quel periodo, soprattutto se nessuno ti conosce. Così accettai di firmare per il Frosinone. Per quattro anni ho giocato in serie D. Fino al 5 giugno quando mi ha cercato il Brescia. A 23 anni non credevo che potesse capitarmi una cosa così inaspettata. Una cosa meravigliosa».
Cosa vede nel futuro?
«Non vedo l’ora di andare in ritiro, non vedo l’ora di giocare la prima partita col Brescia. Giocherò l’Intertoto, e anche questo è un sogno»
Gioca davanti alla difesa?
«Spero che mi venga offerta l’opportunità di giocare. Se il Brescia mi ha fatto seguire e ha deciso di prendermi, si vede che in me ha visto qualcosa di buono. Sono uno che corre molto e non mi tiro mai indietro». Soprattutto davanti ai sogni r.t.
| | Data di nascita: |
29.9.1977
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| | Luogo di nascita: |
Montreal
| | Ruolo: |
Centrocampista
| | Altezza: |
-
| | Peso: |
-
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Commenti
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Secondo me questo è uno che lavora per la Carrà o per la De Filippi. Comunque una decina di anni f aci fu un imbianchino itlaiano che insistette per provare ad allenarsi due o tre giorni con l'Ascoli (del resto se c'era riuscito Hugo Maradona...)ma fu congedato con una amglietta in regalo e una pacca sulla spalla. Per fortuna ora c'è il Cervia di 'Campioni'che casi umani simili non se li farà certo sfuggire... Inserito da Luk77
Son commosso.... Inserito da | |
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